19 Luglio 2021 sergio

Ritorna Lago Film Fest

Giovanni Esposito ci racconta la 17ª edizione di un festival con i piedi nell’acqua e la testa in tutto il mondo!

“La prima volta che vidi l’antico borgo di Lago, arroccato sulle rive del bacino, le pareti delle case erano tappezzate di immagini che sfuggivano alle cornici dei proiettori. La città era in festa e la gente si riversava per le stradine condividendo impressioni sui film, portandosi le proprie sedie da casa… più che un drive-in era un walk through. L’immagine fu così suggestiva e cinematic, che tutt’oggi attraversando il borgo di giorno resto sorpreso dal fatto che non vi siano sequenze al posto dei mattoni… come si fa a non essere romantici a Lago…”

Giovanni Esposito, regista e creative producer, ci fa subito entrare nel mood del Lago Film Fest, il festival del cinema che invade un paesino del Veneto e ne riempie le strade di meraviglia.

Sta per iniziare la 17ª edizione che si terrà dal 23 luglio al 1° agosto 2021, e abbiamo chiesto a Giovanni di raccontarci di più in quanto membro di AIR3 (l’Associazione Italiana Registi), partner del festival.

Iniziamo dal conoscere meglio lui e la sua lunga carriera.

“Sono cresciuto professionalmente a Milano, tra videoclip rock indie e branded content. Ho lavorato con diverse case di produzione e per moltissimi marchi internazionali, ma ad oggi il mio progetto più famoso è ancora una piccola ma fortunata webserie pluripremiata nei festival di settore, e che non a caso porta il nome della città che mi ha cresciuto: Milano Underground.

Oggi vivo in Veneto, ma continuo fortunatamente a fare sponda con il capoluogo meneghino per lavori e contaminazioni culturali e per qualche occasionale lezione che ogni tanto mi capita di tenere quando non sono impegnato tra un set o un festival. L’ultima è stata la Civica di Milano: il regista nel branded content.

Il ruolo del regista è sempre stato mutevole, in sintonia coi tempi. Un regista contemporaneo, qualunque sia il suo settore di riferimento, è sicuramente un creativo, un direttore artistico, ma allo stesso tempo deve conoscere il contesto sociale in cui opera e saper comunicare (leggi vendere) la sua idea.
L’incontro con Sergio avviene tramite l’Associazione Italiana Registi (AIR3), di cui entrambi facciamo orgogliosamente parte sin dalla sua rinascita nel 2016. AIR3 è un importante punto di riferimento per tutti i registi italiani, perché genera opportunità di confronto e di interscambio tra professionisti nei vari settori. Io e Sergio abbiamo imparato a conoscerci –e spero a stimarci- proprio grazie ad AIR3. Non abbiamo ancora lavorato insieme, ma spero ciò accadrà presto.”

Lago Film Fest

Per il terzo anno Giovanni collabora con il Lago Film Fest, gli abbiamo chiesto di raccontarci novità ed emozioni di questa nuova e attesa edizione.

“Giunto alla sua 17ª edizione, Lago Film Fest deve i suoi natali alla visionaria fondatrice Viviana Carlet, da sempre appassionata di cinema ma soprattutto di quell’humus socio-culturale che solo un festival può donare a un piccolo borgo come quello di Lago.

Nato con i cortometraggi si è rapidamente espanso ai documentari alla musica, alla danza e a tante altre iniziative speciali che lo prendono un festival a 360° e per 365 giorni l’anno.

Grazie ai romantici schermi sul lago, all’atmosfera costruita dai residenti, alla selezione di opere e alle necessità di individuare un hub per l’industria audiovisiva indipendente nel nord-est, LFF è cresciuto esponenzialmente senza neanche fermarsi alla pandemia, perfettamente impersonificando l’hashtag che lo rappresenta e che solo chi vi ha partecipato almeno una volta può capire: #lagoticambialavita.

Da LFF è nato un progetto più ampio che ingloba altri 2 festival molto importanti: 30_70 Doc Fest e Formentera Film Fest, nelle Baleari.

Quest’anno per il secondo anno lanciamo i BID: i barefoot industry days, che come il nome suggerisce sono momenti di incontro e di confronto con vari professionisti del settore provenienti da tutto il mondo. Una rara opportunità di networking vissuta nel classico stile non convenzionale di Lago: a piedi nudi. Questa genuinità traspare durante tutto il festival. Informale non vuol dire non professionale, al contrario, eliminare barriere sociali aiuta, dal nostro punto di vista, a strutturare una rete di contatti più efficace e funzionale allo sviluppo stesso di nuovi progetti. Basti immaginare che gli incontri one-to-one tra i giovani sceneggiatori finalisti del Premio Sonego e i produttori da noi invitati, avvengono sul pedalò…

Quest’anno il BID si focalizzerà sul “decentramento” inteso come geografico ma anche culturale grazie alla frammentazione del mercato con il moltiplicarsi di operatori e diffusori (ott, media company, ecc).

Sarà interessante conoscere la diversa interpretazione che ogni professionista darà al tema quando condividerà la propria esperienza lavorativa. In quest’ottica per questa edizione non direi che abbiamo un vero e proprio protagonista, ma più … una serie di valide alternative :)”

Il festival vive anche online per rispondere alle necessità di tutti i professionisti e visitatori, ma c’è un forte desiderio di incontro, per questo tutte le iniziative avverranno anche e principalmente in presenza.

Un messaggio di vitalità rivolto a tutta l’industria. Tutti i principali eventi – e i contenuti in selezione – saranno dunque fruibili dalla piattaforma LFF.

Il festival rimane inoltre attivo tutto l’anno grazie anche a una illuminata social media manager, Ilaria Coletti che, sfruttando il meccanismo del takeover, anima le pagine social con amministrazioni temporanee di ospiti illustri e di personaggi satelliti che ruotano attorno al festival e alla sua creatività. Sia online che sul territorio quindi e come dice Giovanni: “Siamo un festival ibrido o, per dirla con il gergo di Lago, anfibio!”.

Vi diamo appuntamento al Lago Film Fest dove saremo presenti anche noi di Officina Immagini!
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