19 Marzo 2021 sergio

Intervista a Damiano Sandei

Damiano Sandei, Responsabile Tecnico in Officina Immagini. Come inizia questa storia?

Stavo girando un reportage video in un cantiere edile, un progetto che gestivo in completa autonomia. Come ogni storia che valga la pena raccontare, non sono mancati gli imprevisti, come il fatto che durante le riprese ruppi persino un’ottica. Se penso al mio ruolo oggi e quanta strada ho fatto, questo ricordo mi fa sorridere.

Mostrai a Sergio le immagini del reportage che gli piacquero molto e da lì iniziò la collaborazione con Officina Immagini. All’inizio lavoravo come operatore di camera, poi nacque l’esigenza di una persona che si occupasse della gestione tecnica delle produzioni, e il mio background professionale e la forma mentis da ingegnere hanno fatto il resto.

Perché hai deciso di fare questo mestiere?

Perché amo la potenza narrativa e comunicativa dell’immagine. Sono rapito dai meccanismi che portano la mente umana a sviluppare determinate emozioni quando viene messa di fronte ad una sequenza di fotogrammi. Il concetto di visione poi mi affascina costantemente: concretizzare in un video la propria visione di un’idea, di un messaggio da comunicare, per me è un’azione potentissima.

Raccontaci le tappe più importanti della tua carriera.

Mi considero un outsider nel mondo della produzione video. Ho lavorato per la prima parte della mia carriera come sviluppatore e consulente IT, questo dal 2000/2001 fino 2010; poi un incontro fortuito mi ha spinto a muovere i primi, prudenti, passi nel campo della produzione video. Ho deciso di seguire l’istinto e di iniziare a formarmi, seguendo corsi, divorando libri e mettendomi alla prova ad ogni occasione.

Più sperimentavo più avevo riscontri positivi e questo mi ha stimolato a proseguire.

Dopo neanche un anno dall’inizio di questa metamorfosi lavorativa sono entrato nel collettivo MADS (www.themadstudio.it) come membro fondatore. Tra le tantissime esperienze fatte nel corso degli anni posso dire, tirando le somme, di essermi occupato principalmente di video commerciali e di reportage come operatore, sia per produzioni proprie che per altre case di produzione, tra cui Officina Immagini. Ovviamente non sono mancate le occasioni di lavorare anche a documentari, cortometraggi e videoclip. Insomma: ne ho viste di cose attraverso l’ottica!

Qual è il tuo ruolo in Officina immagini?

In primis sono, come già detto, il responsabile tecnico di Officina Immagini. Per trovare un punto d’incontro tra la tipologia di produzioni, la varietà di professionalità che vi ruotano attorno ed il parco tecnico in continua evoluzione di cui disponiamo, era necessaria una figura che si prendesse la responsabilità di conoscere, gestire e mantenere efficienti le risorse. È un ruolo che richiede tempo e dedizione al di fuori dei set, ma che è ancor più intenso durante le riprese, soprattutto quelle in cui non posso essere presente. In questi casi mi devo interfacciare con i vari reparti per ottimizzare l’uso delle attrezzature e venire incontro alle necessità di tutti. È necessaria una buona dose di pragmatismo e attitudine al problem solving, inoltre richiede un bagaglio di competenze abbastanza eterogeneo.

Sul set smetto i panni di responsabile tecnico e indosso quelli di data manager e DIT.  Come DIT garantisco innanzitutto che ci sia coerenza tra le immagini girate e che siano della miglior qualità possibile, fornendo supporto al direttore della fotografia. Come Data Manager mi assicuro che il materiale video venga salvato in più copie e arrivi alla post produzione organizzato e documentato, per velocizzare le lavorazioni successive.

Una supervisione costante che assicura la massima qualità del risultato.

Cosa fa esattamente Officina Immagini?

Mi piace dire che dà forma a visioni e le tramuta in storytelling. A volte si parte anche solo da un’idea e la si costruisce e rende solida, per rispondere alle esigenze comunicative dei clienti. Nel concreto, pur avendo un retaggio legato alla post produzione, oggi Officina Immagini è una casa di produzione a tutto tondo, che lavora per valorizzare ciascun progetto, dando sostanza e unicità anche a quelli apparentemente più semplici.

Cosa lega i professionisti che gravitano e fanno parte di Officina Immagini?

Direi la spinta continua verso una crescita professionale. Le persone con cui lavoro grazie a Officina Immagini dimostrano un approccio costruttivo, sono disponibili e propositive, che si tratti di una competenza meramente tecnica o l’affinamento delle interazioni in team.
Siamo professionisti non solo in termini di competenze, ma anche di atteggiamento e questa consapevolezza ci porta ad un rispetto e fiducia reciproci, che sfociano in relazioni positive. Lavorare spalla a spalla con persone così è un piacere.

Qual è la tua filosofia sul lavoro?

Fare in modo che tutto fili liscio, sollevando ogni possibile causa di stress dai colleghi e dagli altri, ma soprattutto mi impegno per arrivare ad ogni set con una competenza in più da sfruttare e da interiorizzare con l’esperienza. Lavoro con l’idea che la crescita sia un aspetto fondamentale per migliorare e fare la differenza.

Quanto è importante per te la formazione e la condivisione delle informazioni?

La formazione è fondamentale: non solo fornisce degli strumenti in più per lavorare sempre meglio, ma aiuta anche a maturare uno spirito critico nei confronti di ciò che si fa ogni giorno. Finché ci si forma si cresce.
Condividere le informazioni è un aspetto determinante per raggiungere con efficienza gli obiettivi; ci aiuta ad essere tutti partecipi di un progetto, ci responsabilizza e ci permette di rilevare eventuali criticità e di trovare una soluzione prima di iniziare la produzione. Infine ci abitua a comunicare meglio, un aspetto importante in ogni ambito lavorativo.

Come ti approcci a un nuovo progetto?

Di solito mi domando dove posso alzare l’asticella e cosa posso modificare rispetto alla produzione precedente per ottimizzare il lavoro, che si tratti dell’uso e gestione del materiale sul set o del flusso di informazioni scambiate con il direttore della fotografia o con gli altri reparti.

Quale aspetto del tuo lavoro ti appassiona di più?

Sceglierne uno è abbastanza difficile. In questo momento direi l’analisi dell’immagine, la possibilità di maturare un occhio critico per riuscire a leggerne meglio le caratteristiche. Poi c’è la possibilità di avere una visione a 360° su tutti gli aspetti della produzione video. È una passione che non si ferma mai.

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