26 Maggio 2022 Federica

Come realizzare uno spot per la televisione?

Realizzare uno spot per la televisione è un po’ come salire una scala. Ogni scalino corrisponde ad una fase di lavoro, ogni passo coinvolge l’esperienza di un professionista, che interviene con le sue competenze per continuare la salita fino al punto d’arrivo.

Lo scopo è ottenere il risultato migliore, quello che funziona perché è fatto del contributo proattivo di tutto il team.

Officina Immagini ha curato la produzione esecutiva del nuovo spot di ArredissimA, azienda veneta leader nel settore della produzione e vendita di mobili.

Il ruolo del produttore esecutivo è quello di reggere la scala, di organizzare tutto in modo tale che gli altri collaboratori possano procedere a passo sicuro scalino dopo scalino.

Un ottimo punto di osservazione, che permette di raccontare come si realizza uno spot attraverso i diversi sguardi di chi ha lavorato al progetto, dall’idea originale fino alla messa in onda su Sky.

Prima la strategia di comunicazione.

Abbiamo parlato con Pietrangelo Ardis, Marketing Manager di ArredissimA, per farci spiegare come si inserisce questo spot nella strategia di comunicazione dell’azienda. Le campagne marketing di ArredissimA hanno sempre puntato principalmente alla lead generation.

Nell’ultimo anno a questo approccio push, si è affiancata una strategia di brand più presente, per accrescere la conoscenza del marchio e la fiducia in esso.

Un bell’esempio che va in questa direzione è la scelta del volto di Benedetta Parodi per rappresentare l’azienda nel mondo web e social.

La televisione è un passo ulteriore in questo senso.

ArredissimA veniva già trasmessa su reti minori prima dell’avvento del digitale terrestre, con una strategia che associava un breve spot ad una televendita più corposa, per sfruttare al massimo il potere dello zapping.

Cambia il medium, cambia la strategia.

Oggi la strategia adottata precedentemente non è più efficace a causa di cambiamenti interni al medium televisivo.

Per questo ArredissimA dopo un primo tentativo risalente al 2016, ha scelto di ritornare su Sky, con un unico spot di 15 secondi, che verrà trasmesso durante uno spazio pubblicitario del programma Quattro Ristoranti di Alessandro Borghese.
Un incastro eccezionale perché i tempi sono maturi per questo salto in avanti nella strategia di comunicazione dell’azienda, ma soprattutto per l’accordo perfetto fra gli interessi del cliente di riferimento ArredissimA, con quelli dell’abbonato Sky.

Una convergenza che è stata calcolata anche in funzione dell’opzione ADSMART di Sky, che permette di mostrare lo spot solo ai clienti in target, in base a parametri definiti quali le zone di residenza o le preferenze del consumatore.

L’incontro della strategia di marketing ideata da Pietrangelo e colleghi, con la creatività del regista Geremia Vinattieri, ha dato vita ad uno spot che parla di arredamento in modo originale, differenziandosi dalle classiche pubblicità di mobili, che concentrano tutta l’attenzione sull’oggetto da vendere o da mettere in offerta.

Far sentire il pubblico davvero a casa.

Questo spot racconta lo stile di vita che un certo tipo di arredamento permette di fare, spostando lo sguardo su quanto la scelta accurata dei mobili sia fondamentale per vivere al meglio la propria casa.

Quando abbiamo chiesto a Geremia qual è stato il motore dello spot, ci ha risposto che l’idea è nata dal desiderio di pensare in modo diverso, puntando tutto sull’autenticità del messaggio, per far sentire il pubblico davvero a casa.

Nello spot i prodotti ArredissimA rimangono sullo sfondo, così come accade in una casa vera, e diventano la cornice perfetta per accogliere un frammento di vita quotidiana. L’ambiente scelto è quello di una casa messa a disposizione da un cliente, un escamotage intelligente che consente di evitare le ricostruzioni in studio o le riprese negli showroom e di distanziarsi da un effetto artefatto.

La protagonista assoluta della scena è la famiglia ArredissimA, un’immagine in cui è facile rispecchiarsi, perché più che assomigliare alla perfezione inverosimile delle case che passano abitualmente in tv, vuole rimarcare il significato del claim dell’azienda: “passione, amore”.

Per entrare in empatia con il pubblico gli attori vestono abiti di tutti i giorni e si muovono con spontaneità nella loro casa, che dà un senso di vero vissuto, proprio perché è un ambiente reale.

L’importanza delle prove.

Le prove preliminari hanno giocato un ruolo importante perché lo spot riprende il concetto delle stories social girate con il telefonino e mira a riprodurne fedelmente l’effetto.

Il formato è un classico 16:9, ma la particolarità riguarda il quadro, che presenta due bande appannate ai lati, per ricreare il taglio verticale tipico dei video fatti con lo smartphone.

La continuità del piano sequenza rende questa tecnica perfetta per replicare le stories.

Tale scelta, però, ha portato con sé la necessità di fare diverse prove per arrivare sul set con un movimento già studiato nei dettagli. Infatti, nei giorni precedenti allo shooting, il regista e il direttore della fotografia Francesco Giacomel hanno provato molteplici movimenti e ottiche, fino ad arrivare alla ripresa definitiva.

Geremia è partito da una prima simulazione della scena, coinvolgendo la sua famiglia. I gesti degli attori nello spot si ispirano proprio a quelli fatti dai suoi bambini durante le prove a casa. Il passaggio successivo è stato ricostruire il set in pianta, per simulare la scena in un capannone, con le misure reali della casa, così da ottenere dei punti di riferimento precisi per il movimento del carrello usato nelle riprese.

Sincronizzare i movimenti sul set.

Dopo il momento delle prove, è finalmente arrivato quello del set!

Partire con il movimento già definito ha alleggerito di molto il lavoro, perché come ci ha spiegato Francesco, il dop, la parte più complessa delle riprese è stata sincronizzare i movimenti camera, i gesti degli attori, l’illuminazione.
Il piano sequenza è un’armonia di elementi, per questo nei tempi brevissimi della ripresa tutto doveva risultare molto fluido.

La scelta del carrello, suggerita in fase di pianificazione da Sergio Cremasco, in qualità di produttore esecutivo, si è rivelata ottima per ridurre i margini di errore in una situazione dove tutto doveva filare liscio.

Durante la giornata di riprese la squadra si è concentrata sull’inserimento degli attori nel flusso del movimento macchina e sui loro gesti, che dovevano trasmettere il calore e la naturalezza di una famiglia che trascorre una serata a casa.

Tra un take e l’altro è intervenuto uno di quegli imprevisti tipici del set, a dare un guizzo creativo in più.

La piccola attrice che interpretava la figlia minore, dopo avere imparato a saltare la corda in una sola mattinata, ha tirato fuori un finale inaspettato, che ha convinto tutti!

La collaborazione della squadra.

Raggiungere l’armonia non è stato un aspetto fondamentale soltanto a livello tecnico.
Sul set, prima di tutto, deve crearsi una sinergia fra i membri del team.
Parlando con Sergio della produzione esecutiva, ha subito sottolineato che l’aspetto del lavoro di cui andare più orgogliosi è sempre quello legato alla collaborazione della squadra, perché è questa che porta un valore aggiunto incalcolabile.

Sul set di ArredissimA, c’è stato un confronto trasparente, a testa alta. Per l’occasione Geremia ha sentito l’esigenza di avere un team di professionisti attorno, un passo importante per chi ha sempre gestito tutto il lavoro da sé.

Officina Immagini si è occupata di formare una squadra dove ognuno ha saputo contribuire con le sue competenze perché il regista potesse esprimersi al meglio.

La squadra si è messa a totale disposizione del regista, affiancandosi a lui e contribuendo con tutte le soluzioni più adatte per concretizzare il suo progetto.

L’obiettivo che Officina si pone sempre è quello di creare un mondo su misura per il progetto, un luogo dove lavorare al massimo attraverso quella collaborazione che, come dice Sergio, muove tutto quanto.

L’autenticità batte il commerciale puro.

Lo spot di ArredissimA è stato realizzato tenendo fede al principio dell’autenticità, che ha guidato ogni scelta.

Un filo rosso mantenuto con coerenza, a partire dalla decisione di non stravolgere la casa che ha fatto da set, che è stata ripresa senza escludere alcuni mobili di altri marchi, per dare un forte senso di realtà e staccarsi dalla freddezza artificiale che comunicano le solite immagini “da catalogo”.

Per la color correction Sergio ha rispettato a pieno il principio dell’autenticità, lavorando su toni caldi, provenienti da uno spunto tratto della famosa serie tv “Euphoria” e non dal mondo della pubblicità. Il look ha convinto subito Geremia che voleva evitare le consuete atmosfere patinate da spot.

Il risultato è uno spot dove l’autenticità batte il commerciale puro.
Ciascun elemento è servito a comunicare un arredamento che è vivo, perché permette di vivere bene.

Un messaggio che rispecchia l’identità di ArredissimA, e che rappresenta la fine della scalinata creativa di questo progetto.

Uno spot dove il cliente vede rappresentati i suoi valori è sempre il fine ultimo, fatto di tutti gli scalini precedenti, ma soprattutto della collaborazione dei professionisti che hanno condiviso la salita.

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